Al tavolo regionale con gli assessori Marcato e Mantovan le proposte di Federmoda per il rilancio del settore.
Il presidente Capitanio: “Mettere in campo una strategia complessiva”.
(Venezia, 17 gennaio 2025) – Si è tenuto a Venezia, nella sede della Regione del Veneto a Palazzo Balbi, l’incontro delle categorie economiche con gli assessori regionali Roberto Marcato (Sviluppo economico) e Valeria Mantovan (Lavoro). Al centro dell’attenzione, tra gli altri temi, la situazione della moda. Il presidente di Federmoda Confcommercio Veneto, Riccardo Capitanio, ha illustrato lo stato di salute del settore e, soprattutto, avanzato una serie di proposte per il suo rilancio.
Numeri in diminuzione
“Allo stato attuale il commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature in sede fissa conta in Veneto su 4165 punti vendita e segna un -5,4% rispetto all’anno precedente. Si tratta della conferma di una tendenza negativa che negli ultimi quattro anni vede chiudere 200-250 punti vendita l’anno. Gli addetti del settore ammontano a 16.541 e segnano un -7% rispetto all’anno precedente”, spiega Capitanio.
Le cause della crisi
Le cause della crisi possono essere individuate nei seguenti elementi:
• calo della propensione ai consumi: l’aumento dei costi dell’energia, delle tasse e dell’inflazione ha certamente influito sui bilanci famigliari che hanno portato a una compressione degli acquisti non strettamente necessari.
• costo degli affitti commerciali: l’aumento del costo degli affitti commerciali ha compromesso la sostenibilità aziendale di molti punti vendita
• difficoltà di reperimento risorse umane: chi meglio resiste alla congiuntura è comunque angustiato dalla difficile e scarsa reperibilità di collaboratori di qualificata professionalità.
Contributi e suggerimenti
Federmoda indica una serie di interventi utili e opportuni per il rilancio del settore.
• accesso al credito: promozione di misure di accesso al credito agevolato per gli esercizi commerciali del sistema moda per consentire in un periodo ragionevolmente definito un destoccaggio progressivo e programmato e l’investimento in nuove collezioni o per eseguire lavori straordinari di nuovi locali.
• digitalizzazione e sostenibilità: investimenti per la digitalizzazione e incentivi per chi vuole implementare in ambito dì sostenibilità (interventi di ristrutturazione e ammodernamento, vendita di prodotti che rispettano buone pratiche di economia circolare e soprattutto di responsabilità sociale)
• formazione: mincentivare percorsi di formazione volti al rafforzamento delle competenze di vendita del personale degli esercizi commerciali di prossimità, accompagnamento e inserimento al lavoro dei giovani. un’azione forte ed efficace di rivalutazione e valorizzazione del mestiere: accurata e aggiornata formazione professionale per gli addetti alle vendite di prodotti di moda (conoscenza delle lingue, preparazione digitale per implementare tecniche di engagment, market-driver, marketing, visual marchandaising, date-scientist ecc.).
• passaggi generazionali: predisporre misure a sostegno dei passaggi generazione tra parenti e dipendenti di lungo corso (accesso al credito agevolato e finanziamento della formazione)
• contraffazione: campagna di lotta alla vendita, diretta e on line, dei prodotti di moda contraffatti e all’importazione di prodotti frutto di pratiche competitive unfair
• urbanistica commerciale: consolidamento della distribuzione commerciale con misure premianti per i negozi di prossimità dei centri storici e periferie urbane.
“Serve una strategia complessiva – sottolinea Capitanio – Le difficoltà sono tante, ma potenzialmente abbiamo strumenti d’intervento. È positivo che ci sia un tavolo regionale di confronto: lavoriamo assieme alle Istituzioni per il rilancio di un settore che ha fatto la storia del Veneto ed è un patrimonio prezioso della nostra economia”.



