Il futuro della nostra Regione si costruisce oggi. 

In vista delle prossime Elezioni Regionali, Confcommercio Veneto presenta il proprio Manifesto programmatico, un documento che racchiude le priorità e le proposte concrete della filiera del Terziario di Mercato (commercio, turismo, servizi) per sostenere la crescita economica, l’innovazione e la coesione sociale del Veneto. 

Sono state individuate 8 priorità:

1. Il terziario di mercato: investire nel suo pieno sviluppo

2. Servono nuove leve imprenditoriali, ora

Il terziario di mercato è la colonna vertebrale del Veneto. Stiamo parlando del 43% del PIL regionale, di oltre 177.000 imprese e 842.000 occupati. Eppure, ancora oggi fatica ad ottenere l’attenzione politica e le risorse economiche proporzionate al suo peso. Chiediamo bandi specifici, criteri semplificati e soprattutto maggiori risorse.
Il commercio di prossimità, i pubblici esercizi, le imprese turistiche non sono solo economia: sono presidio sociale, sicurezza urbana, identità dei territori. Soprattutto nelle aree interne, nei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, sono spesso l’ultimo presidio di socialità rimasto.

Abbiamo un problema serio: in Veneto solo il 7,3% delle imprese è condotta da giovani under 35, contro una media nazionale dell’8,5%. Questo è inaccettabile per una regione che vuole guardare al futuro. Proponiamo un pacchetto integrato per giovani e donne: contributi a fondo perduto per le spese iniziali, microcredito agevolato, servizi di mentoring e consulenza. Non misure spot, ma strumenti stabili e ricorrenti. Sono inoltre necessari ecosistemi urbani innovativi: spazi di coworking, incubatori, poli di innovazione. Luoghi dove il talento possa nascere e crescere, rendendo il nostro territorio attrattivo per chi ha idee e voglia di fare impresa.

3. Stop al consumo di suolo: priorità alla rigenerazione urbana

4. Formazione continua: l'unica risposta al cambiamento

È arrivato il momento di fermare definitivamente la cementificazione indiscriminata. Vogliamo una normativa regionale che garantisca davvero il non consumo di suolo. Non più promesse, ma fatti concreti. Ogni euro pubblico deve andare al recupero dell’esistente: spazi industriali dismessi, locali sfitti nei centri urbani, edifici storici da riqualificare. Proponiamo anche una battaglia per permettere ai Comuni di applicare aliquote IMU maggiorate sui locali sfitti – una misura di buon senso che contrasterebbe la desertificazione commerciale. Città più vivibili attraggono turismo, talenti e investimenti. È economia intelligente, non solo ambientalismo.

Il mondo sta cambiando velocemente e le nostre imprese rischiano di rimanere indietro. Servono competenze digitali, capacità gestionali, abilità relazionali avanzate. Non possiamo più permetterci formazione sporadica: vogliamo una strategia regionale organica per la formazione permanente. Voucher regionali per lavoratori e imprese, partnership stabili con ITS e Università, percorsi di upskilling e reskilling mirati. Il dato è chiaro: in Italia mancano 258-260 mila profili qualificati nel nostro settore. O investiamo in formazione ora, o perderemo competitività domani.

5. Il turismo veneto merita risorse da leader

6. Infrastrutture e logistica: un sistema performante e coordinato

Siamo la prima regione d’Italia per presenze turistiche, generiamo circa 7 miliardi di euro l’anno, eppure il budget regionale destinato al settore è ancora insufficiente. Non è proporzionato al peso economico del comparto. Vogliamo maggiori risorse e una visione strategica moderna che valorizzi l’intera filiera: non solo l’ospitalità, ma anche ristorazione, enogastronomia, intrattenimento. Questi non sono più elementi accessori, ma fattori determinanti nelle scelte del turista contemporaneo. Il turismo può e deve consolidarsi come il primo motore economico del Veneto, ma servono investimenti pubblici lungimiranti.

Il settore del terziario di mercato, colonna portante dell’economia e dell’occupazione in regione, riconosce nell’efficienza infrastrutturale il fattore abilitante per eccellenza della nostra competitività. Non è più sufficiente avere infrastrutture; dobbiamo esigere che l’intero sistema funzioni in modo integrato e sinergico, come un organismo efficiente al servizio del tessuto produttivo.
Per questo, l’Associazione richiede un impegno strategico e un incremento degli investimenti mirati che garantiscano al nostro sistema logistico la capacità di competere con i grandi hub europei e internazionali. La politica regionale deve concentrarsi sulla connessione rapida e fluida tra il Porto di Venezia, le vitali aree industriali del Nord Est e gli interporti del territorio.

7. Welfare territoriale: investire sui servizi è strategico

8. Governance partecipata: facciamo le cose insieme

I giovani lavoratori non scelgono un impiego solo in base al salario, ma anche in base alla qualità della vita. Politiche per l’accesso alla casa, mobilità efficiente tra casa e lavoro, servizi per l’infanzia accessibili, sono alcune delle leve strategiche sulle quali è ormai prioritario investire. Nel 2024 abbiamo avuto oltre 70.000 dimissioni, in gran parte di donne, per esigenze legate alla maternità. Non possiamo permetterci di perdere talenti per mancanza di servizi adeguati.

Infine, vogliamo un dialogo strutturato e costante. Un Tavolo Permanente con regolamento chiaro, incontri periodici e verbali pubblici. Il riconoscimento del ruolo dei corpi intermedi come partner privilegiati nell’attuazione delle politiche. Monitoraggio continuo dell’implementazione delle proposte e valutazione periodica dei risultati. Le sfide sono troppo complesse per essere affrontate in solitudine. Solo lavorando insieme – istituzioni, imprese, lavoratori, cittadini – il Veneto potrà essere protagonista della nuova economia europea.
Il Veneto che vogliamo è competitivo, sostenibile, innovativo. Un Veneto che sa valorizzare le sue tradizioni senza rinunciare alla modernità, che sa essere locale e globale al tempo stesso. Questo futuro si costruisce oggi, con le scelte che faremo nei prossimi mesi. Siamo pronti a fare la nostra parte: siamo pronti a costruirlo insieme.

Questo il testo del Manifesto completo.