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L’inflazione sfiora il 5%, è record dal 1996

A gennaio aumento dell’1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua (era +3,9% nel mese precedente). “Esplodono” i prezzi dei beni energetici regolamentati (+93,5%). Confcommercio: “situazione non risolvibile nel breve periodo”.

Continua a una marcia ancora più forte la corsa dell’inflazione. A gennaio, secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat (link ai dati completi in pdf) l’indice nazionale dei prezzi al consumo è infatti aumentato dell’1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua dal +3,9% del mese precedente. È l’incremento tendenziale più alto dall’aprile del 1996. A trainare l’aumento sono I Beni energetici che fanno segnare una crescita su base annua mai registrata (da +29,1% di dicembre a +38,6%, con la componente regolamentata che sale da +41,9% a +93,5%), “ma – sottolinea l’Istat – tensioni inflazionistiche crescenti si manifestano anche in altri comparti merceologici”. E quindi schizzano in alto i prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2% a +2,4%) che non lavorati (da +3,6% a +5,4%) e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,5%), mentre rallentano invece i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +3,6% a +1,4%).

Indici dei prezzi al consumo NIC per divisione di spesa. Gennaio 2022, variazioni percentuali tendenziali. Fonte: Istat

La “inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, rimane stabile a +1,5%, mentre quella al netto dei soli beni energetici accelera da +1,6% a +1,8%. L’inflazione acquisita per il 2022 è pari a +3,4% per l’indice generale e a +1% per la componente di fondo.

Fonte Confcommercio