Il prezzo del gas alle stelle e i riflessi anche sull’elettricità.
Il presidente Bertin: “I consumi si stavano risollevando, ora temiamo un nuovo stop”.
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(Venezia, 2 marzo 2026) – Quello che si temeva si è materializzato questa mattina con l’apertura dei mercati: il petrolio è salito del 9%, ma il balzo più netto è quello del gas che ad Amsterdam ha raggiunto il +25%, ai massimi da un anno a questa parte.
E’ il primo esito, a dire il vero molto scontato, della guerra in Medio Oriente. La conseguenza immediata però è che la catena dei rialzi si sta già riflettendo sui carburanti: già questa mattina si ha notizia di primi aumenti sui listini dei prezzi consigliati dei maggiori marchi. Gli aumenti, infatti, non tengono conto del balzo delle quotazioni petrolifere di queste ore dopo l’attacco all’Iran ma gli effetti sui prezzi alla pompa, in questo momento, sembrano soprattutto legati alla speculazione.
Ma non c’è solo la benzina che preoccupa.
“E’ evidente – dice il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin – che la chiusura dello stretto di Hormuz si rifletterà anche sulle materie prime, ma già sapere che il gas è schizzato alle stelle, e in Italia l’elettricità si fa con il gas, non aiuta l’economia e, soprattutto, non aiuta i consumi che si stavano risollevando ma che adesso potrebbero risentirne. Di sicuro se la crisi si protrarrà nel tempo, avremo degli effetti sulle bollette. Già scontavamo prezzi alti, adesso rischiamo che diventino altissimi!”



