Dopo le comunicazioni di ieri sera del presidente del Consiglio Giuseppe Conte sulla Fase 2 della pandemia da Covid-19, stamane il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin ha riunito urgentemente in videoconferenza il Consiglio dell’Unione regionale dell’Associazione di categoria per fare il punto della situazione.
A nome di tutti componenti, il presidente Bertin esprime la preoccupazione per il protrarsi ulteriore della chiusura degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e delle attività nel campo del turismo e dei servizi, e rilancia la richiesta formulata a livello nazionale dal presidente di Confcommercio Carlo Sangalli di un confronto immediato con il governo al fine di rivedere il Dpcm nella parte che riguarda un settore così essenziale per l’economia.
“Dopo due mesi di lockdown non si può indugiare oltre – spiega Bertin – Come sottolinea il presidente Sangalli ogni giorno di chiusura in più significa produrre danni gravissimi e mettere a rischio imprese e lavoro. È urgente aprire subito e in sicurezza. Ricordo, a quest’ultimo proposito, che sono già stati sottoscritti dei protocolli che definiscono misure precise con elementi specifici per ciascun settore di attività, a garanzia della salute dei lavoratori e dei clienti”.
Il presidente Bertin si fa, inoltre, portavoce della richiesta accorata degli imprenditori di ricevere aiuti per riuscire a fronteggiare l’impatto della grave crisi e per poter ripartire con l’attività.
“Servono subito indennizzi e contributi a fondo perduto, consistenti e capillarmente distribuiti – sottolinea Bertin – Le attività sono chiuse da mesi, non producono fatturato, ma nel contempo continuano a dover pagare affitti e spese vive. Col procrastinarsi della chiusura si rischia il definitivo colpo di grazia con gravissime ripercussioni sul piano occupazionale. Anche su questo versante auspichiamo che l’intervento del governo sia tempestivo”.



