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Agenzie di viaggio del Veneto in ginocchio

Il presidente di Fiavet Confcommercio Veneto Giancarlo Reverenna: “Quest’anno è già perso e molte attività rischiano la chiusura. Servono subito misure urgentissime”.

L’emergenza coronavirus sta mettendo in gravissima difficoltà il comparto delle agenzie di viaggio, dei tour operator e delle altre attività di prenotazione e assistenza turistica che in Veneto contano 1.038 unità con circa 3.900 addetti, per un fatturato medio annuo di oltre un miliardo di euro.

A causa della pandemia e del conseguente blocco della mobilità internazionale, per moltissime attività si prospetta un 2020 di fatto già concluso, con una perdita del fatturato altissima, variabile tra l’80 e il 90%.

Il presidente di Fiavet Veneto Confcommercio Giancarlo Reverenna sottolinea che nella nostra regione è a rischio di sopravvivenza più della metà delle agenzie di viaggio, che per il 90% sono composte da 2-3 persone. Si tratta di microaziende molto radicate sul territorio, in buona parte specializzate in Incoming e Experience Travel la cui perdita porterebbe un danno per tutta la filiera: perderle vorrebbe dire perdere anche un argine allo sviluppo dei Grandi Tour Operator generalisti delle Multinazionali dell’on line, che si verrebbero a trovare in una situazione di oligopolio senza considerare che gran parte di questi non pagano le tasse in Italia.

Con il loro lavoro gli agenti di viaggio contribuiscono a mantenere l’intero settore del turismo a un livello di produttività che incide, a livello nazionale, per il 13% del PIL, impiegando migliaia di addetti e promuovendo il nostro Paese con tutte le sue bellezze. In Veneto, regione leader sul fronte del turismo, le agenzie di viaggio tradizionalmente gestiscono flussi di visitatori molto significativi e importanti sia per numeri che per volume d’affari.

“I contraccolpi sono pesanti, servono contromisure urgentissime – sottolinea Reverenna – In particolare è necessario prevedere un fondo rimborsi per il risarcimento alle scuole, cioè un sistema che consenta alle agenzie di emettere regolare fattura alle scuole per le spese anticipate per la prenotazione dei vari servizi relativi ai viaggi d’istruzione, per le quali i fornitori hanno applicato penali, in modo tale che le agenzie vengano pagate dalle scuole e queste possano poi rivalersi su questo apposito fondo, sarebbe la via più semplice, vista la difficoltà di gestione dei Voucher. La categoria chiede, inoltre, un contributo a fondo perduto per il mancato guadagno dell’anno con termini congrui di sostenibilità e per il sostegno al reddito non solo per i dipendenti ma anche per i titolari, sprovvisti di ammortizzatori sociali, nonché l’abbattimento totale dei tributi per l’anno in corso”.