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Veneto in zona gialla, Bertin: “Incomprensibile che sia adottata da lunedì”

“Questa domenica sarebbe stata importante per sostenere i saldi appena avviati. Inoltre, il giorno festivo è fondamentale per ristoranti e bar”.

(Venezia, 30 gennaio 2021) – Ieri sera il ministro della Salute Roberto Speranza ha stabilito che il Veneto “retrocede” a zona gialla, in vigore da dopo domani, lunedì.

Il presidente di Confcommercio Veneto, Patrizio Bertin, esprime scetticismo e preoccupazione.

“Dopo un’incertezza sulla decisione, perdurata fino all’ultimo minuto e che certo non giova al lavoro degli imprenditori – dichiara Bertin – è anzitutto incomprensibile che la zona gialla sia adottata da lunedì invece che da domani, domenica, com’è sempre stato in precedenza con gli altri Dpcm. Partire con la giornata festiva, e questa in particolare, sarebbe stato utile su due fronti: per sostenere i saldi, appena avviati, e per aiutare ristoranti e bar che la domenica possono essere frequentati di più rispetto a un normale giorno feriale”.

A detta del presidente di Confcommercio Veneto, “anziché calcolare la durata effettiva delle precedenti restrizioni, quindici giorni dall’ultimo provvedimento, il governo avrebbe fatto bene ad andare alla sostanza delle cose: slittare di un giorno, eliminando una domenica così importante per il calendario, non fa che allungare la fatica di molte attività che attendevano un segnale d’incoraggiamento”.

“Sui saldi partiti dopo un mese di vendite promozionali – aggiunge Bertin – ci sono tante aspettative, specialmente in questo momento così duro per il commercio messo in ginocchio da mesi. Rivolgiamo un appello alla cittadinanza ad andare ad acquistare nei negozi di vicinato che sono in apnea, molti a rischio di sopravvivenza. Se si ha occasione di comprare, si privilegino questi, perché se non vendono, avranno anche il problema di non poter rifornire i magazzini con la merce della stagione primaverile”.

La zona gialla di fatto riapre ristoranti e bar, pur con le restrizioni conosciute in termini di orari e attività possibili.

“Ma non si può sapere all’ultimo momento se è possibile aprire o meno. E la variazione da domenica a lunedì diventa vieppiù deleteria – sottolinea il presidente Bertin – Così diventa impossibile programmare. Prendiamo l’esempio di un ristorante che lavora con prodotti freschi: c’è chi ha fatto ordini consistenti pensando di partire domani e adesso si trova a doverli buttare, pur avendoli pagati. Chiediamo più attenzione e buon senso: bastava comunicare prima che la zona gialla si applica da lunedì. Si sa, inoltre, che il giorno festivo è fondamentale per ristoranti e bar. Riaprire domani sarebbe stato un segnale di ottimismo e speranza anche per la socialità di cui le persone sentono sempre più il bisogno. Ristoranti e bar sono attività che possono lavorare con standard di sicurezza molto elevati”.