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Saldi dal 5 gennaio, Capitanio: “Obbiettivo +7% rispetto ai saldi invernali dell’anno scorso.”

In Veneto previsione di spesa da 145 euro a persona e 310 a famiglia.
“Andiamo a comprare nei negozi di prossimità. Il commercio di vicinato è il valore aggiunto dei centri storici”.

Prima di tutto una premessa: Confcommercio anche in Veneto resta dell’opinione che fosse opportuno posticipare l’avvio dei saldi al 27 gennaio. “I presupposti c’erano tutti – dice Riccardo Capitanio, presidente di Federmoda Veneto – nel senso che abbiamo attraversato una stagione particolarmente mite col risultato che le vendite non sono decollate. Spostare i saldi in avanti ci era sembrato logico e anche l’assessore regionale Marcato aveva offerto la sua piena disponibilità. Purtroppo in altre parti d’Italia l’hanno pensata diversamente, per cui il male minore è sembrato quello di ribadire la data del 5 gennaio per tutti (Valle d’Aosta esclusa che parte il 3) in modo da evitare “migrazioni” di clientela da una regione all’altra. Di sicuro però, a bocce ferme, andrà fatto un ragionamento sulle vendite promozionali e sugli sconti anticipati delle catene che finiscono per danneggiare i negozi di vicinato”.

Nel merito dei saldi, l’auspicio è di portare a casa un risultato migliore dello scorso anno. “Se il meteo, che finora è stato buono, proseguirà anche nelle prime giornate di saldi – sottolinea Capitanio – prevediamo di raggiungere un aumento del 7% rispetto allo scorso anno con una cifra pro capite che individuiamo in 145 euro e una spesa per famiglia di 310 euro, ovvero un po’ meglio delle medie nazionale. Per quanto riguarda l’abbigliamento, le famiglie troveranno un ampio assortimento proprio per l’avvio rallentato della stagione invernale. Il comparto della moda ha contribuito in maniera determinante alla discesa e al contenimento dell’inflazione per cui i saldi rappresentano un’eccezionale opportunità per i consumatori che potranno trovare nei negozi prodotti di qualità e prezzi molto convenienti”.

Dal presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin rilancia l’appello a comprare nei negozi: “E’ utile sottolineare la conferma, già registrata lo scorso anno, del ritorno agli esercizi di prossimità. Già per Natale da qualche anno riproponiamo la nostra campagna per “comprare sotto casa”. È un invito che ribadiamo anche in occasione dei saldi. Il commercio di vicinato è il valore aggiunto dei centri storici”.


Confcommercio ritiene utile ricordare alcuni “consigli per gli acquisti”:

  1. Cambi: la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato è generalmente lasciata alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme (Art. 129 e ss. D.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, Codice del Consumo). In questo caso scatta l’obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato (art. 135 bis del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo). Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto. Per gli acquisti online i cambi o la rescissione del contratto sono sempre consentiti entro 14 giorni dalla ricezione del prodotto indipendentemente dalla presenza di difetti, fatta eccezione per i prodotti su misura o personalizzati (artt. 52 e ss. del D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo).
  2. Prova dei capi: non c’è obbligo. E’ rimesso alla discrezionalità del negoziante.
  3. Pagamenti: le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante e vanno favoriti i pagamenti cashless.
  4. Prodotti in vendita: i capi che vengono proposti in saldo devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo.
  5. Indicazione del prezzo: obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e, generalmente, il prezzo finale. In tutto il periodo dei saldi il prezzo iniziale sarà il prezzo più basso applicato alla generalità dei consumatori nei 30 giorni antecedenti l’inizio dei saldi (Art. 17 bis D.Lgs. 206/2005 – Codice del Consumo introdotto dal D.Lgs. n. 26/2023 di recepimento della Direttiva UE «Omnibus»).