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La Tav arriva fino a Padova

Il presidente Bertin: “Ottimo risultato ottenuto grazie a un’unità d’intenti troppo spesso disattesa”.

(Venezia, 2 maggio 2021) – Dieci miliardi, scovati dal Fondo complementare rispetto alle risorse investite nel Piano nazionale di ripresa e resilienza, permetteranno che l’alta velocità non si fermi a Vicenza, ma arrivi a Padova.

“Una decisione importante che permette alla nostra regione, locomotiva d’Italia, di non restare senza i binari – afferma, ricorrendo a una metafora, Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, che ovviamente è soddisfatto, ma non manca di rimarcare un aspetto che, forse, non è stato sufficientemente sottolineato.

“In questi giorni – commenta – è stato un susseguirsi di rivendicazioni, tutte peraltro legittime, che però non sembrano aver colto la sostanza della novità: per una volta, unanimemente, politici, categorie economiche, camere di commercio, enti locali, si sono mossi tutti nella stessa direzione e con lo stesso obiettivo: fare in modo che l’alta velocità non isolasse una delle parti più produttive del Paese”.

“E’ una “lezione” – continua Bertin – che dovremmo applicare ogni volta che siamo convinti che qualcosa serva al nostro territorio. Ne abbiamo oggi una robusta conferma con la Tav: l’unità d’intenti porta a risultati, la divisione, magari per piccoli interessi di parte, non permette di andare da nessuna parte”.

Conclude il presidente Bertin: “Mentre ringrazio quanti si sono spesi in prima persona nei confronti del governo e, in primis, del ministro Giovannini, mi auguro che questo schema non rappresenti un episodio, ma costituisca uno standard per ciò che attiene alle nostre aspettative. A cominciare dalla stessa alta velocità tra Padova e Bologna, sollecitata dal senatore Antonio De Poli, per la quale mi auguro di rivedere gli stessi attori in campo con l’aggiunta dei pari livello dell’Emilia – Romagna”.