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Il presidente Bertin ha incontrato stamane il governatore Zaia

“Totale identità di vedute. Dobbiamo evitare lo scontro sociale”.
Un messaggio a Draghi: “Operi quella svolta attesa, ma che ancora non si vede”.

(Venezia, 1 aprile 2021) – “Io capisco tutto e comprendo che il virus non ha esaurito la sua azione letale, però chiedo che si comprenda anche che le imprese del terziario sono di fronte a una situazione estrema”.

Parole di Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto, pronunciate questa mattina nel corso dell’incontro che Bertin ha avuto col presidente della giunta regionale veneta, Luca Zaia.

“Al governatore – ha detto all’uscita dall’incontro il presidente di Confcommercio – non è nemmeno servito che sottolineassi, tanta è la sua condivisione con le problematiche che attanagliano il nostro comparto, che i sostegni messi in campo dal governo sono del tutto insufficienti e che le prospettive, ancor più oggi alla luce del nuovo decreto, restano un miraggio. Sono infatti settimane che, con lui, condividiamo passo passo, soprattutto sulla necessità di una vaccinazione di massa la più celere possibile (purchè arrivino i vaccini che anche le imprese sono pronte a somministrare) le scelte che vengono attuate in Veneto ma che, purtroppo, devono fare i conti col livello nazionale”.

“Con Zaia – ha sottolineato Bertin – abbiamo condiviso la necessità di una riapertura, progressiva e costante che consenta di evitare lo scontro sociale che rimane sullo sfondo visto che si sta sempre più allargando la forbice tra “garantiti” e “non garantiti. Un’evenienza che dobbiamo a tutti i costi scongiurare. Sinceramente, in quanto imprenditori, ci attendevamo qualcos’altro dal nuovo decreto che non solo non “apre”, ma prevede per tutto aprile solo zone rosse o arancioni salvo deroghe che voglio sperare abbiano il carattere dell’oggettività e non delle scelte politiche”.

“A tutti è evidente – ha concluso il presidente di Confcommercio Veneto e Ascom Padova – che servono subito riaperture progressive e in sicurezza. Il premier Draghi, sul quale abbiano riposto grandi speranze, deve operare quella svolta che, purtroppo, ancora non si vede”.