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Il 18 maggio la Giornata per la Ristorazione: la fotografia del settore in Veneto

Nell’ambito della giornata dedicata alla ristorazione italiana, Fipe Confcommercio Veneto fotografa la situazione dei pubblici esercizi in Veneto. I dati, tratti dal Rapporto 2024 sulla Ristorazione, evidenziano un quadro nel complesso più che positivo in regione.
I presidenti Bertin e Artelio: “Pubblici esercizi, punti di riferimento per le nostre città”

Si terrà dopodomani, sabato 18 maggio in Veneto così come in tutta Italia, la Giornata della Ristorazione 2024. Un’iniziativa ideata da FIPE – Federazione Italiana Pubblici Esercizi di Confcommercio – per valorizzare il ruolo della ristorazione e della gastronomia italiana. Un evento con cadenza annuale che celebra temi fondamentali per il mondo della ristorazione: la cultura dell’ospitalità e l’arte dello stare assieme, per cui il nostro Paese sono famosi in tutto il mondo.

Protagonisti dell’iniziativa saranno i ristoranti, le pizzerie, le trattorie, le osterie, le taverne: in ogni provincia le attività aderenti proporranno un loro piatto tipico inserendo nei menù un testo di descrizione della Giornata della Ristorazione, che l’anno scorso è stata premiata dal Presidente della Repubblica con la medaglia per l’alto valore dell’iniziativa.

I pubblici esercizi in Italia e in Veneto
La Giornata della Ristorazione è, inoltre, occasione per fare il punto sull’anno trascorso e ricostruire lo stato dell’arte e i profondi cambiamenti che attraversa il settore dei pubblici esercizi in Italia. A tal proposito Fipe Confcommercio Veneto volge lo sguardo verso il Rapporto 2024 sulla Ristorazione in Italia, curato dall’Ufficio Studi di Fipe nazionale.

I dati che emergono si rivelano particolarmente interessanti per il Veneto, quarta regione per numero di imprese attive nel settore (24.959) dopo Lombardia, Lazio e Campania, con ben 9.495 unità locali dipendenti (+1,4% rispetto al 2022). Nonostante a livello nazionale si registri una lieve flessione del numero delle aziende, il panorama dell’offerta cresce sensibilmente: in Veneto un’impresa su tre è a conduzione femminile (7.500 aziende); un’impresa su cinque ha titolari di origine straniera; l’11,3% degli imprenditori ha meno di 35 anni (2.819 imprese). Infine, malgrado l’inflazione abbia comportato un lieve aumento dei prezzi al consumo (+5,8% su base annua), ciò non ha frenato i consumi fuori casa che invece, nel 2023, sono cresciuti rispetto ai consumi alimentari e “at home”.

Lo scenario: il 2023 anno di svolta
Dopo le turbolenze affrontate nel corso del 2022, innescate dalle tensioni geopolitiche e da un forte aumento del costo dell’energia, il 2023 può essere definito un anno positivo per il settore della ristorazione. Grazie anche all’allentamento della morsa dell’inflazione, gli indicatori economici certificano il netto miglioramento delle performance del settore rispetto al 2022, a cominciare dal pieno riassorbimento dell’emorragia di occupati avvenuta durante la pandemia.

Il 2023 è stato poi l’anno in cui il settore ha affrontato un processo di profonda trasformazione, tanto sul lato della domanda quanto su quello dell’offerta, sospinta dalle transizioni energetica, ambientale e digitale in atto, che stanno ridisegnando oltre a stili di vita e abitudini di consumo, anche modalità di relazione con la clientela e, non da ultimo, obiettivi e strategie imprenditoriali.

Le imprese attive: i dati
A fine 2023 gli archivi delle Camere di Commercio italiane contavano 331.888 imprese attive nei servizi di ristorazione; tra queste 24.959 in Veneto (-1,7% rispetto allo stesso periodo del 2022), quarta regione per numero di aziende dopo Lombardia (48.528), Lazio (35.086) e Campania (34.271). La ditta individuale resta la forma giuridica prevalente, scelta da circa un’impresa su due, in Veneto il 46,8%.

Il bar è il comparto che, nel confronto con l’anno precedente, ha sofferto la maggior contrazione rispetto ai ristoranti e pizzerie: in regione sono 10.482 (-3,2%), circa la metà di quelli presenti in Lombardia (20.984). Secondo posto per Campania (14.255) e terzo per il Lazio (13.062) mentre il Veneto si conferma in quarta posizione poco sopra l’Emilia Romagna. Va meglio per il comparto dei ristoranti che registra un’impercettibile flessione (-0,6%) e conta 14.243 esercizi. Da sottolineare inoltre le imprese che svolgono attività di banqueting, di fornitura di pasti preparati e di ristorazione collettiva che sono in Italia 3.702, in Veneto 202.

In generale il settore registra, sul piano locale come nazionale, un forte dinamismo e resta quindi elevato, anche nel 2023, il turn over imprenditoriale: ancorché si registri una diminuzione numerica, si sono dimostrate più resilienti e capaci le aziende che hanno investito su un rafforzamento delle competenze del personale e in direzione di un miglioramento tecnologico e digitale.

Inflazione e consumi fuori casa
Il Rapporto evidenzia nel 2023 un leggero aumento dei prezzi dei servizi di ristorazione, un +5,8% su base annua. L’aggiustamento al rialzo dei listini è stata un’inevitabile conseguenza dell’aumento dei costi e dell’impennata dell’inflazione nel 2022 ma tra i 27 Paesi dell’Unione, l’Italia ha saputo meglio contenere l’aumento. In generale di fronte all’inflazione, i consumatori veneti non hanno ridotto i consumi fuori casa, nel 2023 pari a 8.895 milioni di euro, ma hanno modificato le proprie abitudini cercando un maggior equilibrio qualità-prezzo (economia, efficienza, efficacia ed equità) e occasioni di gratificazione.

Occupazione e prospettive
Malgrado il lieve aumento dei prezzi, le famiglie non hanno quindi rinunciato ad uscire. Se il mercato dei consumi fuori casa è cresciuto nell’ultimo anno, questo si deve anche al prezioso servizio offerto dal personale impiegato nella ristorazione. I lavoratori dipendenti nel settore della ristorazione in Veneto – 160.646 – rappresentano da soli circa il 10% del totale dei lavoratori dipendenti nello stesso settore in Italia – 1.070.839.

Riassumendo nel 2023 ristoranti e bar hanno fatto un ulteriore passo in avanti per recuperare le perdite subite negli anni della pandemia e superare le difficoltà più recenti dovute all’incertezza del quadro internazionale e all’aumento dei prezzi. I primi mesi del 2024 riportano infine segnali incoraggianti: in Veneto i flussi della fatturazione elettronica registrano un +11,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le dichiarazioni dei presidenti Bertin e Artelio
Sottolinea il presidente di Confcommercio Veneto Patrizio Bertin: “Nonostante l’aumento dei costi del 2022, le aziende venete non hanno subito grossi contraccolpi e hanno saputo mantenere i prezzi al consumo in linea con le altre regioni. La fase più critica può dirsi conclusa ma rimane aperta la partita della pressione fiscale che per gli imprenditori del nostro settore, e non solo, è ancora particolarmente alta. Questo aspetto non è secondario ma può anzi frenare gli imprenditori dall’effettuare nuovi e diversi investimenti, ad esempio in infrastrutture e in innovazione tecnologica”.

Dichiara il presidente di Fipe regionale Paolo Artelio: “Il 2023 è stato un anno positivo per la ristorazione italiana sul fronte dei consumi, dell’occupazione e degli investimenti. I pubblici esercizi sono punti di riferimento dei centri urbani e continuano a svolgere una funzione sociale imprescindibile. Rappresentano un importante luogo di incontro, posti in cui ritrovarsi e fare aggregazione dopo una fase storica, quella legata alla pandemia, in cui il tessuto sociale si è sgretolato. Sono luoghi di ritrovo intragenerazionale e intergenerazionale e, nei centri urbani, luoghi in cui convivono tipologie di clienti diversi: da quelli abituali ai turisti, dai cittadini a chi viene in città per lavoro o studio. I pubblici esercizi, che pur non sono immuni a fenomeni di trasformazione, si confermano dunque asset importanti dell’economia locale e nazionale”.