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Crescono le immatricolazioni di auto elettriche. Il presidente Sina: “Si migliorino le infrastrutture e si allarghino gli incentivi all’acquisto”

Aumentano in un anno, nel confronto dal primo semestre 2022 al primo semestre 2023, le immatricolazioni in Veneto di auto elettriche (+34,8%), ibride (+32,4%) e ibride plug-in (+4,8%). Un settore, quello delle auto green, in leggera ripresa dopo la flessione del 2022 dovuta ai rincari dell’energia.

Il presidente Sina: “Per allinearci agli altri paesi europei si migliorino le infrastrutture, a partire dal numero di colonnine fast charge presenti sul territorio. In secondo luogo è necessario allargare gli incentivi all’acquisto a tutto il parco auto elettrico e ibrido”

(Venezia, 2 agosto 2023) – Crescono del 30% in Veneto le immatricolazioni di autovetture e fuoristrada ibridi ed elettrici. È quanto emerge dall’analisi dei dati trasmessi da UNRAE, Associazione delle Case Automobilistiche estere che operano in Italia nella distribuzione e commercializzazione di autovetture e veicoli commerciali e industriali: confrontando il primo semestre 2023 con lo stesso periodo dell’anno scorso, emerge come in Veneto le immatricolazioni di auto elettriche (o BEV, dall’inglese Battery Electric Vehicle) siano aumentate del 34,8%, passando da 1.986 a 2.677 vetture. Seguono a poca distanza le auto ibride (HEV, Hybrid Electric Vehicle) che registrano un +32,4% e una crescita del parco auto da 16.127 a 21.534 veicoli. Più staccate, ma comunque contraddistinte dal segno più, le immatricolazioni di auto con tecnologia plug-in hybrid (PHEV, +4,8%), caratterizzate dall’interazione tra due motori, uno elettrico e uno endotermico.

Segnali importanti non solo per il settore Automotive, ma anche sotto il profilo ambientale, in quanto le auto elettriche contribuiscono ad abbattere sensibilmente le emissioni inquinanti. Il mercato dell’elettrico in Italia e nella nostra regione è dunque in crescita, seppur più lenta rispetto ad altri paesi europei: le vendite di auto cosiddette “green” in Veneto sono più che triplicate passando da 825 vetture elettriche vendute nel 2019 a 2.677 nel 2023. L’anno scorso il settore ha però subito un’importante battuta d’arresto dovuta all’aumento dei costi dell’energia. In dettaglio sono state vendute 2.315 auto con tecnologia BEV nel 2020, 6.256 nel 2021 e solo 3.861 nel 2022, con una perdita di circa il 40%. Va meglio per quanto riguarda le vendite di auto con tecnologia HEV: dati alla mano si è passati da 11.046 vetture nel 2019 a 20.357 nel 2020, 36.649 nel 2021 e 34.605 l’anno scorso. Nel primo semestre di quest’anno sono state scelte da 18.116 acquirenti e, stando alle previsioni, il 2023 dovrebbe chiudersi in linea con i dati del 2021.

“Sono dati positivi e di certo incontrovertibili – sottolinea Giorgio Sina, presidente regionale del gruppo Automotive di Confcommercio Veneto – ma attenzione che vanno contestualizzati. Le immatricolazioni e le vendite di auto a zero o basse emissioni rappresentano ancora una quota ridotta del totale, pari al 4%. Una percentuale che invece, in altri paesi europei, raggiunge cifre record, come nel caso della Norvegia con il 79,3% di nuove auto elettriche immatricolate nel 2022”. Cosa fare dunque per invertire la tendenza e aumentare le vetture green a disposizione? Continua Sina: “Se, da una parte, ogni innovazione deve scontrarsi con una certa dose di resistenza al cambiamento, dall’altra è necessario attuare delle strategie concrete a partire dall’aumento del numero delle colonnine di ricarica elettriche, ancora insufficiente sul territorio italiano. Parlo soprattutto delle cosiddette fast charge, che consentono una ricarica rapida fino a 300-400 KW di potenza: il problema sorge, infatti, sulle lunghe distanze e per tutti coloro che utilizzano quotidianamente la macchina per lunghi tragitti”.

La seconda questione riguarda il prezzo delle auto a zero emissioni: “Gli incentivi messi a disposizione in questi anni dal Governo non sono sufficienti ad agevolare l’acquisto delle auto elettriche, anche se si presenta un usato da rottamare immatricolato più di dieci anni fa. Per aumentare le vendite gli incentivi dovrebbero dunque comprendere tutto il parco auto elettrico e non, come accade adesso, limitarsi alle vetture che costano 35.000 euro + IVA”, sottolinea Sina che prosegue: “Terzo e ultimo puntoha a che vedere con l’investimento tecnologico e il miglioramento delle prestazioni sulle quali le case automobilistiche stanno già lavorando e che porterà le auto elettriche, ibride e ibride plug-in ad aumentare il proprio livello di autonomia. Il cambiamento è in atto e la transizione ecologica passa anche dall’acquisto di un mezzo a minori emissioni. Una soluzione intermedia per chi non se la sente di completare il passaggio all’elettrico è rappresentata dalle auto ibride, che negli ultimi anni hanno registrato aumenti pari anche al 35,40%. Elettriche e ibride a doppia alimentazione rappresentano il futuro ma è necessario sia uno sforzo in più da parte del Governo e un cambio di mentalità da parte del consumatore”, conclude Sina.