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Alajmo su eventuali nuove misure anti contagio da Covid: “Una nuova stretta rischia di ammazzare il settore”

Eventuali nuove misure anti contagio da Covid, la preoccupazione del presidente FIPE Veneto Erminio Alajmo: “Non si cambino le regole in continuazione. Finalmente si sta affacciando una lenta ripresa, una nuova stretta rischia di ammazzare il settore”.

Il presidente Erminio Alajmo è intervenuto oggi alla Fiera di Padova alla cerimonia promossa proprio da Fipe Veneto di premiazione dei migliori 44 ristoranti del Veneto, selezionati in base ai punteggi attribuiti dalle guide Michelin, Gambero Rosso e L’Espresso.

A margine dell’evento, Alajmo ha espresso preoccupazione per eventuali nuove misure che il governo potrebbe introdurre, tramite nuovo Dpcm, a carico dei ristoranti e dei locali pubblici: dalle limitazioni sugli orari di apertura (s’ipotizza alle ore 23 o 24), al numero massimo di avventori presenti (s’ipotizza 30).

“Il nuovo Dpcm ci preoccupa per le ulteriori strette che potrebbe apportare proprio in queste settimane in cui si sta affacciando la ripresa, dopo i pesanti contraccolpi subiti col lockdown – dichiara Alajmo –. Il problema è più per gli assembramenti all’esterno dei locali, rispetto al quale servono più controlli: perché quelli che rispettano le regole devono pagare per quelli che, invece, non le rispettano? E, soprattutto, mi domando: perché a noi chiedono il distanziamento, che stiamo rispettando e che condividiamo, mentre sui mezzi pubblici questo non esiste?”

Il presidente di Fipe Veneto teme che vangano vanificati gli sforzi dell’ultimo periodo.

“La ripresa è lenta, ma c’è – spiega Alajmo – Ogni giorno che passa si assiste a un incremento delle persone che vengono al ristorante: coppie, famiglie e amici che magari escono meno, solo nel fine settimana, e chiedono qualità e sicurezza, aspetti che noi stiamo garantendo al massimo livello, con il distanziamento e l’uso tassativo della mascherina da parte del personale che serve i clienti solo se sono seduti. Il comparto è in sofferenza, molte attività non possono impiegare tutto il personale, c’è il rischio che alcune possano non farcela e siano costrette a gettare la spugna”.

Alajmo conclude con un appello alla politica.

Chiediamo – sottolinea il presidente – che le regole non vengano cambiate in continuazione. Introdurre un protocollo significa studiarlo, conoscerlo e applicarlo, ma se poi ne arriva un altro, si genera confusione. E chiediamo a chi ha la responsabilità di decidere di essere più comprensivo, di non adottare misure che ammazzano il settore”.